Fatta l’Italia, ora si tratta di fare gli Italiani – Massimo d’Azeglio

<<Ehi mamma, ci vediamo allora in Piazza d’Azeglio alle 4, ok?>> oppure << Vai France, domattina alle 8:20 ritrovo sugli Scali d’Azeglio!>>.

Lo nominiamo spesso, è diventato un must della toponomastica italiana.., ma chi era d’Azeglio? E soprattutto, perché in ogni angolo d’Italia il suo nome è legato a luoghi pubblici?

 

Massimo d’Azeglio è stato un patriota, scrittore e pittore italiano, protagonista delle vicende che portarono all’Unità d’Italia e presidente del Consiglio dei Ministri nel Regno Sabaudo dal 1849 al 1852. Il suo successore fu l’illustre Camillo Benso Conte di Cavour.

Andiamo per ordine..

Massimo d’Azeglio nacque a Torino alla fine del Settecento. In giovinezza visse a Firenze, poi di nuovo a Torino e infine a Roma, dove studiò pittura.

Nel 1831 si trasferì a Milano, dove conobbe Alessandro Manzoni. Ben presto diventò manzoniano anch’esso sposando la figlia dell’autore dei Promessi Sposi, Giulia Manzoni, e traendo ispirazione per i suoi scritti, tra i quali si ricorda “Ettore Fieramosca o La Disfida di Barletta” o “Niccolò de’ Lapi ovvero i Palleschi e i Piagnoni”.

Successivamente si dedicò intensamente alla pittura, dipingendo soggetti inerenti la patria, il sentimento, ma anche avvicinandosi alla tecnica del paesaggio. Nel mentre la sua vita politica fu molto attiva, ricoprendo le cariche sopra citate e nutrendo un forte odio per i nemici austriaci.

Al momento dell’Unità d’Italia proferì una frase che molti dicono ancora oggi, essere attuale..”Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani”.

Morì nel 1866, l’anno della terza guerra d’indipendenza e della “liberazione” del Veneto e dei primi governi della Destra Storica. Ma queste sono altre storie..

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