Il Partito Comunista Italiano e Antonio Gramsci

Gli storici e gli intellettuali mi scuseranno se anticipo la ricorrenza numero 95(anni) della nascita del Partito Comunista Italiano e la ricorrenza numero 125(anni) della nascita di Antonio Gramsci. Nei medesimi giorni nacque un altro uomo italiano che ottenne riconoscimenti importanti; mi è parso giusto dare spazio a entrambi.

 

Comunque possiamo dire che dal 15 Gennaio al 22 Gennaio sono i giorni del Partito Comunista Italiano e di Antonio Gramsci.

Infatti, il 15 Gennaio 1921, si inaugurò il XVII Congresso del Partito Socialista Italiano al Teatro Goldoni di Livorno, al quale parteciparono tutte le correnti del partito:

  • Riformisti di Filippo Turati e Claudio Treves
  • Massimalisti di Giacinto Menotti Serrati
  • Comunisti di Amadeo Bordiga

 

Il Congresso i più lo ricordano per la scissione tra le opposte fazioni, che portò alla nascita del Partito Comunista Italiano, costituitosi nel vicino Teatro San Marco(vedi lapide commemorativa).

Il primo segretario del PCI fu proprio Amadeo Bordiga, mentre gli uomini del comitato centrale, oltre allo stesso Gramsci, furono Terracini, Greco e Misiani.

La spinta definitiva alla costituzione del Partito Comunista Italiano venne da Lenin, il quale premeva per espellere i riformisti e dare vita a un partito di “rivoluzionari professionali”.

Nel 1920 pubblicò un articolo, nei Falsi discorsi sulla libertà, che diceva proprio così:

<< Oggi in Italia si avvicinano battaglie decisive del proletariato contro la borghesia, per la conquista del potere statale. In un momento simile non solo è assolutamente indispensabile allontanare dal partito i riformisti, i turatiani, ma può essere utile persino allontanare da tutti i posti di responsabilità anche degli eccellenti comunisti che sono suscettibili di tentennare e manifestano delle esitazioni nel senso della unità con i riformisti[…]>>.

 

Antonio Gramsci, nato vicino Cagliari il 22 Gennaio 1891, fu uno dei teorici marxisti del Novecento più importanti.

Di lui si ricordano la militanza politica, gli studi a Torino durante il biennio rosso, le numerose riviste a cui collaborò, con la fondazione dell’Unità nel 1924 e la lunga prigionia comminatagli dal regime fascista.

In carcere scrisse i 33 Quaderni dal Carcere, riferimenti storico-culturali per moltissime persone.

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