Noi diciamo Memoria, ma è un’altra cosa

Non tutti i viaggi sono uguali. Alcuni sono senza ritorno, altri ti riconducono a casa profondamente cambiata.

Sulla tematica dell’Olocausto è già stato scritto tanto, tutto, a volte troppo e quasi sempre si cade sul banale e sul retorico. Non voglio fare lo stesso errore, vorrei solo condividere con voi un viaggio che è iniziato tra i banchi di scuola e si è concluso tra le mura di casa mia, un viaggio di consapevolezze acquisite, di storia incamerata, di cazzotti nello stomaco. E’ un viaggio umano, che consiglio a chiunque; convinta che è necessario diventare degli esseri umani consapevoli, meno spregevoli e disprezzanti del prossimo, meno egoisti e lamentosi. O più semplicemente degli esseri umani con una coscienza.

Dicevo, quindi, che il mio viaggio inizia tra i banchi di scuola: sei in terza media e inizi a studiare la presa di potere di Hitler, la seconda guerra mondiale; la professoressa accenna alla questione ebraica, “Leggetevi Se questo è un uomo se volete approfondire questo argomento e volete portarlo agli esami”.

Il viaggio prosegue e mi trovo in camera mia, accanto a mia sorella, con Se questo è un uomo aperto tra le sue mani e lei che legge ad alta voce un libro che trovo troppo difficile per i miei standard. Ringrazio lei per la pazienza e inizio a riflettere, ma so per certo di non aver capito fino in fondo ciò che mi ha appena letto.

Passano gli anni, a scuola approfondisci la tematica, leggi tanti libri, stavolta da sola, ma mai di nuovo quello, perché “Quello l’ho già letto, me lo ricordo” e invece no, giovane Simona, tu quel libro lì non l’hai letto, non l’hai mai letto davvero.
Negli anni la consapevolezza aumenta, guardi film e documentari che ti scoprono ogni volta in lacrime, toccata nell’animo, smaniosa di saperne sempre di più, di capire come e perché questo sia successo, come e perché questo sia potuto succedere.

E’ l’estate del 2015…

 

“Testo e foto tratti dal blog simonacorsi.wordpress.com