I 150 Anni di Benedetto Croce

Gli studenti universitari di filosofia politica e storia contemporanea ricorderanno benissimo i pensieri e le riflessioni di Benedetto Croce, talvolta con piacere, altre volte con pesantezza.

Certo è che il filosofo, storico e politico abruzzese ha lasciato una traccia indelebile nelle scienze umanistiche, tanto da fondare, nel 1946, l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, ubicato a Napoli a Palazzo Filomarino, accanto alla monumentale biblioteca appartenuta a Benedetto.

 

Ma chi era Benedetto Croce? E perché ha fondato un Istituto per Studi Storici?

 

Benedetto Croce era un filosofo, storico e politico abruzzese, formatosi a Roma durante i primi anni del Novecento. La sua formazione fu impregnata dalle conversazioni con Antonio Labriola e dai numerosi studi inerenti le opere di Hegel e Marx.

Inoltre, durante l’epoca fascista, seppe combattere con fervore intellettuale il ventennio nero, realizzando al Manifesto degli Intellettuali Antifascisti, a cui aderirono anche autori di calibro come Eugenio Montale o Aldo Palazzeschi. Il Manifesto si opponeva a quello degli Intellettuali Fascisti creato da Giovanni Gentile, famoso ministro dell’Istruzione fascista e collaboratore di Benedetto Croce presso la rivista “La Critica”, fondata e diretta dal filosofo abruzzese.

 

Nel corso del regime mussoliniano, Croce vive fasi alterna, criticando con asprezza il contenuto dei Patti Lateranensi e al tempo stesso facendosi da parte, quando le circostanze lo richiedevano.

Così ricompare sulla scena politica poco dopo la fine del regime, aiutando Pietro Badoglio e Ivanoe Bonomi nella formazione dei due governi ante Repubblica.

 

Nel referendum del 2 Giugno 1946 si schiera dalla parte della monarchia, partecipando poi all’Assemblea Costituente, ma rifiutando importanti cariche come quella di Presidente della Repubblica temporaneo o quella di senatore a vita(più che di carica si parla di status..).

 

Muore nel 1952, mentre si trova a sedere nella sua sterminata biblioteca.

 

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