Il Giornalismo di Matilde Serao

“Sta pannu a signurì!” dicevano molti scugnizzi napoletani quando la vedevano transitare per le strade.

Signurì sta per Signora in dialetto locale ed effettivamente il nominativo le si addiceva bene.

Sto parlando di Matilde Serao, la prima donna italiana ad aver fondato un giornale, il Giorno, e aver partecipato alla fondazione di un altro giornale, più celebre del precedente…, il Mattino di Napoli.

Matilde Serao 160 anni fa veniva al mondo, in Grecia, poiché la famiglia d’origine era in esilio a causa delle idee antiborboniche del padre.

La sua formazione era però totalmente italica, tanto che la sua esistenza fu vissuta intensamente tra Napoli e Roma, tra fogli(all’epoca i fogli indicavano in giornali) e giornali, tra macchine da dattilografa, rubriche, cadeaux, concorsi a premi…, insomma tanti strumenti utili al giornalista professionista.

La vita di Matilde Serao fu segnata dall’unione con due uomini, il giornalista Edoardo Scarfoglio, con il quale dette vita al Corriere di Napoli e al Mattino e dal quale ebbe quattro figli maschi e l’avvocato Giuseppe Natale, con il quale condivise l’esperienza del Giorno e una figlia chiamata Eleonora, per omaggiare l’attrice che seguiva maggiormente all’epoca; Eleonora Duse.

Oltre alla carriera giornalistica, Matilde Serao fu una prolifica scrittrice, come ad esempio del “Il Ventre di Napoli” del 1884 o “La conquista di Roma” del 1885.

Un anno più tardi dette vita a quello che Benedetto Croce definì il romanzo del giornalismo italiano, “Vita e avventure di Riccardo Joanna”.

L’impegno per la carta stampata, per i fogli e per la letteratura le diedero la possibilità di essere candidata al Premio Nobel per la Letteratura del 1926.

L’ambito premio lo vinse Grazia Deledda, altra penna del Meridione, contemporanea di Matilde Serao.

Tempuss nel giorno precedente la Festa della Donna ricorda quindi le gesta di Matilde Serao e anche la figura di Grazia Deledda, altra scrittrice attiva all’epoca.

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