Buon Compleanno Livorno

La vivacità, la spontaneità, il fertile ecosistema di idee, traffici, commerci sono sempre stati alla base della città di Livorno, fin dalla sua nascita, avvenuta ufficialmente 410 Anni fa, tal 19 Marzo 1606 in Fortezza Vecchia.

Le fasi e i provvedimenti che portarono, il Granduca Ferdinando I de’ Medici, a conferire lo status di città a Livorno, furono molteplici.

Uno dei primi passi fu la posa della prima pietra, avvenuta già nel 1577, sotto il governo di Francesco I.

Il 19 Febbraio 1604 fu creato, invece, un corpo di 100 uomini, tra i quali vi erano Bernadetto Borromei, Bastiano Balbiani, Matteo di Terenzio e Antonio Puccini, uomini di fiducia del Granduca, incaricati di determinare 12 gonfalonieri e 36 anziani degni di amministrare il presente e il futuro di Livorno.

Al tempo stesso, oltre ai provvedimenti legislativi puramente formali, Ferdinando I de’ Medici sollecitò i lavori per il completamento della cinta bastionaria e del fosso reale, occupandosi anche di favorire la costruzione di case e chiese all’interno del pentagono del Buontalenti.

Una delle inaugurazioni che rendono l’idea del fermento urbano presente in quei giorni, fu la cerimonia inerente la Chiesa Santissima Annunziata dei greci uniti.

Altre situazioni che condussero alla promulgazione di Livorno a città, furono l’aumento della popolazione di varie etnie e i conseguenti provvedimenti volti a regolare il controllo delle derrate alimentari e lo stesso sistema di distribuzione, la creazione del servizio sanitario locale controllato da un apposito magistrato e, infine, alcuni regolamenti per gestire i movimenti commerciali tra il porto e il territorio circostante.

Con queste premesse, il 19 Marzo 1606, il Granduca Ferdinando convocò in Fortezza Vecchia, Bernardetto Borromei, gonfaloniere in carica e i quattro anziani del magistrato

et udita la Messa, quivi avanti l’altare S.A.S. di propria mano con gratissime parole et offerte diede al detto gonfaloniere il capperuccio, ponendoglielo sulla spalla, dicendogli che questo era il segno che voleva che per l’avvenire portassero li gonfalonieri di questa città”.

Ricordando l’anniversario dell’elevazione di Livorno a città, non si può certo dimenticare uno dei simboli più importanti di Livorno, antecedente almeno al raggiungimento dello status di città.

Parliamo della statua del Villano, rappresentante il Guerrino e gli amici villici che nel 1496, combatterono con le unghie e con i denti, per cacciare gli avidi invasori desiderosi dello sbocco al mare, di cui il villaggio labronico era proprietario, provenienti dalle terre limitrofe quali Pisa, Lucca, Siena, Genova…

Il Guerrino fu scolpito con una spada in mano e un cane al fianco simbolo di fedeltà, un palo a indicare le palizzate difese, un sacco e un barile che simboleggiano il pane e l’acqua con cui si alimentarono i coraggiosi villici durante l’assedio delle genti straniere.

Oggi la statua del Villano si trova in Largo Fratelli Rosselli, abbandonata a sé stessa e preda dell’incuria, come mostra la foto seguente.

Chi volesse contribuire all’azione di restauro messa in atto dall’associazione Repubblica dei Villani, può contattare l’associazione tramite la pagina Facebook, la quale spiegherà cosa è stato messo in atto per aiutare Guerrino a riprendersi.

Images courtesy of Danile Jolivet & Carlo Granchlus Bonini, by Flickr

Per la stesura dell’articolo si ringrazia l’Archivio di Stato di Livorno, nel quale ho trovato alcuni testi che mi hanno permesso di arricchire il post di riferimenti storici specifici.