L’aquila d’Arrigo

Quando le passioni diventano il mestiere della propria vita possiamo dire di aver raggiunto la massima soddisfazione.

Molti ci riescono, altrettanti no. Uno di quelli che è riuscito a trasformare la sua passione per le altitudini, le montagne e la natura è stato Angelo d’Arrigo.

Gli amanti degli sport estremi, in particolare quelli correlati al volo, al parapendio e al deltaplano lo conosceranno sicuramente.

D’Arrigo è stato recordman mondiale per la disciplina del volo sportivo, avendo sorvolato tutti i continenti e tutti gli ambienti che ogni continente presenta. Oltre all’agonismo sportivo, d’Arrigo ha saputo condividere i brividi della sua disciplina attraverso numerosi reportage, lezioni in scuole e soprattutto grazie alla fondazione della Etna Fly, la scuola nazionale di volo sportivo presente alle pendici dell’Etna in Sicilia, sua terra d’origine. Oltre alla funzione didattica, la scuola è anche un importante centro culturale e turistico per quanti possano amare gli sport estremi e abbiano il coraggio di provarli.

Dopo aver contribuito in maniera ingente allo sviluppo del volo sportivo, Angelo d’Arrigo decise di emulare il volo dei rapaci, nello specifico delle aquile, dando vita al progetto Metamorphosis, il quale aveva come obiettivo quello di studiare le capacità aeree di questi volatili, provando a convivere con loro, emulandone pure lo stile di vita.

Grazie allo studio delle tecniche di volo dei rapaci, d’Arrigo sarà il primo uomo che riuscirà a volare sopra il Sahara, la Siberia e l’Everest senza aiuto del motore, ma utilizzando solamente bacchette e tessuti, e mettendo in pratica quel volo istintivo tipico delle aquile.

Nonostante tutte queste avventure, la sua morte avrà luogo a causa di un “banale” incidente con un velivolo turistico nei pressi di Comiso, provincia di Catania, il 29 Marzo del 2006.

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