L’Eni di Enrico Mattei

110 Anni fa nasceva in un piccolo paese del pesarese, famoso alle cronache per i suoi tartufi, Enrico Mattei, fondatore di Eni e grande industriale italiano.

Enrico Mattei visse una fulminante ascesa nella vita reale; fin da giovane mostrò capacità manageriali notevoli, tanto che a soli vent’anni diventò direttore del laboratorio della Conceria Fiore, a Vasto, dove iniziò a lavorare da giovanissimo.

A seguito della crisi economica del 1929, si trasferì a Milano dove continuò a lavorare in conceria prima e poi presso la Chimica Lombarda creata da lui stesso. Intanto riuscì a sposarsi, a Vienna, con Greta Paulas e negli anni successivi, si dedicò anima e corpo alla difesa della patria, avvicinandosi alle formazioni antifasciste dell’epoca.

Terminata la guerra, Enrico Mattei entrò nel giro della DC e sfruttando le sue capacità organizzative, si mise a servizio dell’Agip, del quale fu incaricato di liquidare le attività, privatizzandone gli asset energetici.

Mattei sceglie di disattendere questa indicazione, per conseguire un obiettivo che riteneva Enrico Mattei fondamentale: garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali.

Raddoppiò la perforazione dei pozzi, sfruttò al meglio la ricerca mineraria nella Valle Padana, scelse le alleanze necessarie dentro il governo e ai partiti che lo sostenevano per realizzare quanto aveva in mente. Ci riuscì con l’istituzione, nel 1953 dell‘Eni – dopo una lunga e travagliata discussione – iniziata nel 1947, tra chi sosteneva ad oltranza l’iniziativa privata e quanti erano fautori di una forte presenza dello Stato nell’economia”.

E rese l’Eni uno dei capisaldi dell’industria italiana, riuscendo a coniugare molteplici idee che lo fecero diventare quella figura studiata e rispettata che è ancora oggi.

Basti pensare che per Enrico Mattei ricerca e sviluppo, fare rete, welfare aziendale, cultura, investimenti in campo infrastrutturale, invenzione di città come Metanopoli, formazione e scelta dei giovani, furono gli elementi principali per realizzare il progetto anticipato nelle righe precedenti.

E stiamo parlando di un uomo morto il 27 Ottobre 1962 in una situazione ancora difficile da decifrare. Un uomo che era, almeno, 30 anni avanti.

Nel caso fossi interessato a saperne di più, visita le pagine a lui dedicate nel sito della compagnia petrolifera italiana..