70 Anni di Repubblica d’Italia

Il 2 Giugno 1946 milioni di italiani e italiane andavano al voto per scegliere quale forma istituzionale avrebbe avuto il futuro Stato in cui avrebbero vissuto; fu scelta la Repubblica.

 

A distanza di 70 Anni l’allora forma istituzionale scelta è ancora in piedi, reggendosi forse su qualche stampella, ma sempre in piedi è. Per comprendere la salute della Repubblica Italiana, delle sue Istituzioni e degli uomini e donne che la compongono, Tempuss ha l’onore di ospitare le parole del Prof. Emanuele Rossi, Prorettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e professore ordinario di Diritto Costituzionale nella medesima Scuola di Specializzazione Universitaria.

 

Prof. Rossi, nel ringraziarla per avermi concesso questa intervista, le domando subito; la Repubblica compie 70 Anni. Che tipo di compleanno è? E’ ancora in salute o inizia a mostrare il cumulo degli anni che avanzano?

 

<<Queste risposte non possono essere certe e nette, da una parte o dall’altra che siano; la Repubblica gode di buona salute, nel senso che la democrazia che si è affermata con l’Assemblea Costituente e la Costituzione non è in discussione. E’ una democrazia consolidatesi nel corso del tempo. Rispetto alle preoccupazioni che si avevano nel ‘46, dopo la tragica esperienza fascista, la Repubblica oggi ha vinto la battaglia della democrazia.

E tuttavia non vi è dubbio che la salute potrebbe essere migliore, soprattutto pensando al fatto che la Repubblica e la Costituzione erano state pensate attorno all’asse dei partiti politici. Negli ultimi decenni il sistema di fiducia tra partiti politici e Istituzioni ha mostrato varie crepe e le Istituzioni, oggi, fanno più fatica a ritrovare un ruolo proprio, diversamente collegato ai partiti politici di quanto avvenuto in passato>>.

 

 

Spesso ho sentito parlare di 1°, 2° e addirittura 3° Repubblica; perché si è soliti dividere il nostro periodo repubblicano in queste 3 parti e oggi in che parte siamo?

 

<<Sono periodizzazioni utilizzate per riprendere altre esperienze di Paesi come la Francia che ha avuto una storia repubblicana ben più intensa della nostra; tuttavia tutti i costituzionalisti ritengono siano delle periodizzazioni errate, poiché in Italia non c’è stato nessun passaggio tra 1°, 2° e 3° Repubblica. La Repubblica è rimasta sempre e solo quella disegnata dalla Costituzione. E’ cambiato il modo di operare del sistema politico, col passaggio dal ruolo centrale dei partiti a un sistema in cui, invece, mediante l’elezione popolare del Parlamento si cerca di definire una maggioranza di governo stabile e precostituita. Ciò è avvenuto dal 1994, anno nel quale è coinciso un ricambio totale dei partiti. Infatti, alcuni partiti del passato sono scomparsi e altri nuovi partiti sono apparsi, come Forza Italia e la Lega Nord. Questo è stato letto come un passaggio da 1° a 2° Repubblica. In realtà è un cambiamento di sistema politico più che istituzionale. Le regole dettate dalla Costituzione sono rimaste pressoché identiche.

Oggi siamo nella fase in cui la discussione sta andando sempre più verso l’elezione degli esecutivi(dal livello nazionale a quello regionale e degli enti locali) da parte dei cittadini, superando l’idea di una delega ai partiti per la costituzione delle maggioranze>>.

 

 

Nella mia carriera scolastica e universitaria, di frequente, ho sentito parlare di brogli elettorali durante la scelta tra monarchia e repubblica; quanto c’è di vero in questo e quanto di falso?

 

<<Questo lo possono dire meglio gli storici; certamente c’è stato uno scontro molto aspro tra le diverse posizioni. Pensiamo che in Italia la Repubblica non aveva mai avuto esperienze precedenti e quindi andare a votare per la Repubblica era percepito come un salto nel vuoto. Dall’altro votare per la Monarchia, nonostante rappresentasse storia e tradizioni, era pericoloso, poiché comunque la Monarchia era stata il lasciapassare al ventennio fascista e alle politiche di Mussolini.

Teniamo conto anche che tutti gli aspetti tecnici di conoscenza, per garantire un corretto svolgimento delle elezioni, non erano stati ben definiti, in quanto le elezioni negli anni precedenti erano sporadiche e non prevedevano certo pratiche di trasparenza e rigore. Quindi era tutto nuovo, da costruire.

Aldilà dei brogli, credo fosse una fase dove era difficile controllare queste elezioni; con tutto questo, mi pare, che la Repubblica si è consolidata. Se Noi facessimo un altro referendum su Monarchia e Repubblica, credo non ci sarebbe nessuna discussione in merito. Il popolo preferirebbe la Repubblica alla Monarchia>>.

 

 

A Ottobre ci sarà un referendum molto importante per la vita istituzionale e costituzionale del Paese; quanto e come l’esito della consulta popolare influenzerà le dinamiche di vita della Repubblica?

 

<<Per rispondere a questa domanda, occorre mettere in relazione il referendum costituzionale insieme alla riforma elettorale, perché le dinamiche sono correlate.

Le due riforme, considerate in sistema, portano a un’unica Camera dotata di rapporto di fiducia esclusivo con il governo, formata da una maggioranza di parlamentari che risulterà da un’unica lista vincente alle elezioni; vincente al 1° turno con almeno il 40% dei voti o al ballottaggio tra le forze politiche in gioco. Questo conduce a un rafforzamento del ruolo del governo e della sua maggioranza, il quale potrà avere una maggiore stabilità rispetto ai governi passati, con tutti i pro e i contro del caso.

Ci potrebbero essere solidità e stabilità, ma anche impedire che i governi che funzionano male possano essere sostituiti con governi che funzionano meglio. Tale prospettiva è comunque disposta dal combinato legge costituzionale e legge elettorale>>.

 

 

Nella mia giovane vita ho conosciuto pochi Presidenti della Repubblica, uno tra l’altro mio concittadino. Di questi pochi Presidenti, ricordo che erano vivi, ben presenti e partecipavano attivamente alla vita del Paese; quello attuale, invece, mi sembra il contrario, quasi invisibile. In generale quanto è importante il ruolo del PdR per l’opinione pubblica e nello specifico, Mattarella rischia di essere solo il PdR di chi lo ha votato e non di tutti gli italiani?

 

<<In generale i PdR hanno interpretato il ruolo ricoperto, in modo differente. Pensiamo a Pertini, Cossiga, Scalfaro, Ciampi e Napolitano. Questo la Costituzione lo consente. Possiamo avere PdR riservati con l’opinione pubblica, ma attivi nel ruolo istituzionale e viceversa. Altri possono svolgere un ruolo attivo nell’indirizzo dell’azione di governo o svolgere solamente un ruolo di garanzia e controllo.

Ciampi, per esempio, aveva l’obiettivo di rafforzare l’identità nazionale, andando, volutamente, in tutte le province d’Italia per valorizzare i simboli della Patria.

Mattarella sta per ora costruendo un suo ruolo, operando sul tema del rapporto con le Istituzioni, in mediazione dei conflitti tra parti politiche. E’ molto rispettoso delle Istituzioni, essendo poi professore di Diritto Costituzionale. Vuole favorire il formarsi di una dialettica politica libera e autonoma>>.

 

 

Cosa sia augura per il futuro dell’Italia Repubblicana?

 

<<Mi auguro che siano garantiti i diritti delle persone. Le Istituzioni funzionano bene quando garantiscono i diritti delle persone; questo non deve mai essere dimenticato>>.

 

 

Quindi, Buon Compleanno Repubblica Italiana!

 

Tempuss ringrazia il Prof. Emanuele Rossi per la sua cortesia e disponibilità.

Image of courtesy Sergio Marchi by Flickr