Camillo Benso Conte di Cavour

Proprio i giorni che stiamo vivendo sono i giorni di Camillo Benso Conte di Cavour; il perché è presto detto. Il 6 Giugno 1861, ben 155 anni fa, Cavour moriva, lasciando un grande vuoto alle sue spalle.

Se la parola statista nel vocabolario italiano significa “uomo di Stato”, “grande/genio politico”, Cavour lo era al 100%. Certamente con i suoi comportamenti e le sue scelte in politica interna ed esterna contribuì all’Unità Italiana, ma la sua figura, ammirata ancora oggi, ci dice di più.

Tratta di un perfetto politico che intellettualmente era a posto, parlava il francese(anche se all’epoca nel Regno di Savoia la lingua era il francese..), comprendeva l’inglese e si sforzava di parlare l’italiano o quel che era in quei giorni. Sapeva scendere a compromessi con le parti in gioco, tanto che il famoso Connubio con il centrosinistra di Urbano Rattazzi fu un suo risultato, era predisposto per le relazioni diplomatiche con gli stati esteri, sia attraverso metodi più formali che metodi informali(vedasi il caso della contessa di Castiglione alla corte di Napoleone III in Francia).

E soprattutto era un lavoratore instancabile; i libri di storia raccontano di 14 ore di lavoro giornaliere, tanti incontri, tante riunioni. Insomma, un politico totale che aveva come unico obiettivo l’unità italiana.

Ci riuscì?

Le prime due guerre d’indipendenza, la spedizione dei Mille e la conseguente Unità d’Italia del 17 Marzo 1861 furono, in grandissima parte, merito suo. Per le altre annessioni successive al 1861, Cavour fu la fonte ispiratrice all’opera di altri uomini.

La domanda che sorge spontanea adesso è; ci sono stati altri Cavour nella storia d’Italia? E…oggi, chi è il nuovo Camillo Benso Conte di Cavour?

Solo con il tempo potremo rispondere a quest’ultima domanda!

Image courtesy of David Macchi by Flickr