Il naufragio dell’Andrea Doria di Piero Calamai

Quando si parla di naufragio, i nostri pensieri si dirigono subito al recente naufragio della Costa Concordia, nave da crociera della Costa Crociere naufragata appunto nei pressi dell’isola del Giglio il 13 Gennaio 2012. All’udire Costa Concordia, associamo subito il nome di Francesco Schettino, ex comandante della nave, protagonista nel male sia prima, durante e dopo il naufragio della nave stessa, che vide morire moltissime persone, tra passeggeri e personale di bordo.

Il 26 Luglio 1956 successe un altro naufragio, decisamente diverso nelle proporzioni e nei comportamenti degli uomini che ne furono i protagonisti, almeno nella sponda italiana. A largo delle coste americane, la nave passeggeri Andrea Doria, costruita presso i cantieri navali Ansaldo di Genova, figlia quindi delle maestranze marittime italiane d’alta scuola e portante il nome di un grande uomo di mare, Andrea Doria appunto, genovese anch’esso, si scontrò con il transatlantico Stockholm della Swedish Home Lines in rotta verso il Nord Europa, con moltissimi tra passeggeri ed equipaggio.

Lo scontrò provocò un grosso squarcio nell’Andrea Doria, la quale ebbe la sorte più cruda; affondò alle prime luci dell’alba nell’oceano Atlantico.

Di tutte le persone presenti, se ne salvarono tantissime, grazie anche alle capacità organizzative dell’equipaggio, guidato da Piero Calamai, comandante di Genova che sfruttò le sue doti di leader coraggioso, per trarre in salvo gli ospiti e il personale di bordo.

Purtroppo non riuscì a salvare la nave, nonostante i tentativi fossero fatti fino all’ultimo. Nave alla quale, oltre alle maestranze artigiane, avevano lavorato i migliori architetti e artisti dell’epoca, rigorosamente italiani.

Nave che interpretava i sogni e le aspettative di milioni d’italiani degli Anni 50.

Andrea Doria

La vicenda dell’Andrea Doria e di Piero Calamai ebbe un eco internazionale fortissimo, soprattutto nei confronti della Stockholm e del suo equipaggio.

L’intreccio di eventi successivi al naufragio è possibile trovarlo su mareonline.com.

Images courtesy of Bill Smith and Plet en Anneke Admiraal