La Regina di Maggio, Maria José del Belgio

L’epoca delle monarchie, dei re e delle regine, in Italia, è tramontata da decenni, precisamente da quel 1946, anno in cui fu votata la forma costituzionale che ancora oggi regge il Paese, la Repubblica.

Prima del 1946 erano i Savoia la casata che guidava il potere monarchico in Italia; Savoia che ebbero numerose figure che fecero discutere o si resero protagoniste di vicende favorevoli per il Paese, soprattutto nel periodo ante Prima Guerra Mondiale.

Una di queste figure fu sicuramente Maria José del Belgio, madre di Vittorio Emanuele e nonna di Emanuele Filiberto, il noto principe ballerino e cantante, famoso per i suoi show televisivi piuttosto che per il suo lignaggio.

Maria José del Belgio è stata definita la Regina di Maggio, poiché assunse quel titolo quando il marito Umberto divenne Re, ossia nel periodo di transizione, molto breve, tra la caduta del regime fascista, la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della Repubblica.

Maria José del Belgio era una donna molto colta, educata secondo i più aperti principi della sua casata, la monarchia belga appunto, nobile nei modi e nell’anima; parlava fluentemente l’italiano, poiché aveva studiato proprio in Italia, per farsi trovare preparata di fronte al marito Umberto, ma rispetto alla figura severa di Umberto stesso, amava intrattenere rapporto con letterati, filosofi, cantori come Gabriele d’Annunzio e numerosi gerarchi fascisti.

Maria José del BelgioLo stesso Mussolini ne fu ammaliato, anche se l’alleanza con Hiltler gli fece perdere la simpatia della principessa; Maria José del Belgio arrivò, addirittura, a progettare un colpo di Stato per sollevare il Duce dal suo ruolo.

Maria José del Belgio, nonostante non amasse con intensità Umberto di Savoia, amava moltissimo l’Italia e i luoghi in cui viveva come Roma, Torino, Napoli, Capri e Firenze.

Proprio per questo e proprio perché è stata l’ultima Regina d’Italia, Tempuss la ricorda nel giorno del suo 110° compleanno.

Images courtesy of Youtube e Il Giornale