Le avventure di Ambrogio Fogar

Su Tempuss già una volta abbiamo parlato di esploratori e uomini d’avventura che hanno trasformato le proprie passioni in occupazioni a tempo pieno. A Marzo 2016 parlammo infatti di Angelo d’Arrigo, sportivo amante delle discipline estreme, scomparso nel 2006.

Un anno prima, per infarto, morì invece Ambrogio Fogar, milanese nato il 13 Agosto 1941, ben 75 anni fa.

Ambrogio Fogar come Angelo d’Arrigo è riuscito a coltivare la sua passione per gli sport estremi, per le traversate in mezzo all’oceano, per le gare d’auto tra le dune del deserto, per le scalate in mezzo ai monti delle Alpi o dell’Himalaya, per le escursioni tra i ghiacci della Groelandia o le steppe dell’Argentina. E anche Ambrogio Fogar, per un banale scherzo del destino, è rimasto immobile a vita, praticando uno dei suoi amori.

Dopo l’immobilità permanente, Ambrogio Fogar decise di dedicare il resto dei suoi giorni alla Speranza, o per meglio dire all’Operazione Speranza. Infatti, fece un giro d’Italia a bordo di una barca a vela, con la sedia a rotelle basculante, per sostenere la causa delle persone disabili.

Scrisse molti libri, vincitori di premi e testimoni delle sue avventure; lottò sempre con ardore per migliorarsi e per non far dimenticare la causa delle persone disabili. Nel 2005, un arresto cardiaco, lo stroncò a Milano.

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