La pittura di Tiziano Vecellio

Per molti la parola Rinascimento è sinonimo di Firenze, la città che negli anni del periodo citato godette di un complesso di arti, artisti e mecenati tra i più fiorenti in Europa. In realtà il Rinascimento vide ottimi protagonisti anche a Roma e Venezia.

In special modo la città lagunare partorì la figura di Tiziano Vecellio, nato a Pieve di Cadore da una ricca famiglia imprenditoriale, i Vecellio appunto, e cresciuto professionalmente a Venezia.

Per Venezia, Tiziano diventerà il pittore ufficiale, dopo aver svolto la gavetta presso Giorgione e altri pittori toscani emigrati nella città veneta.

Grazie alle laute ricompense fornitegli dalla Serenissima, Tiziano in poco tempo riuscì a diventare uno dei pittori più ricchi d’Europa, avendo poi commissioni nelle principali corti italiane come la Mantova dei Gonzaga, Urbino dei Della Rovere e la Roma dei Farnese.

Il suo operato artistico può essere osservato in Amor Sacro e Amor Profano, in numerose pale d’altare disperse tra Roma e Venezia, in Concerto Campestre, in La Schiavona e Violante, nel Baccanale degli Andrii e in Ritratto di Carlo V a cavallo, per citare i più famosi.

Tiziano Vecellio ha avuto tre figli, i quali non hanno seguito le orme del padre, mentre ha avuto un rapporto molto stretto con la terra natia, nella quale ha investito buona parte dei suoi guadagni e per la quale ha dipinto alcune tele, che hanno reso celebre il territorio cadorino.

Il 27 Agosto 1576 Tiziano Vecellio morì di peste, lasciandosi alle spalle un denso ricordo del suo stile pittorico.

 

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