Un secolo dalla Prima Guerra Mondiale

Siamo nel 2016, abbiamo gli smartphone, i tablet, ci facciamo le vacanze sulle migliori spiagge italiane, andiamo a sciare in altura, sul ghiacciaio appunto, perché amiamo la montagna..ma ci guardiamo mai indietro e intravediamo come si viveva esattamente un secolo fa in quelle località che abbiamo citato?

Un secolo fa c’era la guerra, la Prima Guerra Mondiale che coinvolse più potenze, tra le quali l’Italia; Prima Guerra Mondiale che fu combattuta sulle Alpi, tra le trincee, ad ogni temperatura, caldo o freddo che fosse. Era la guerra di posizione, la guerra del centimetro di avanzamento.

Era la guerra delle giovani generazioni; i nati nel 1898, 1899, 1900, si trovarono, in più occasioni, a combattere al fronte, a essere prelevati a casa sotto gli occhi della madre o dei nonni(poiché i padri erano già al fronte o spesso erano nelle fosse comuni..), ad avere un fucile in mano per difendersi dallo stesso nemico, magari suo coetaneo.

Un secolo fa le nostre città pullulavano di centri, aziende che producevano materiale per la guerra; dalle armi agli equipaggiamenti fino ai viveri. Tutta la popolazione era implicata, chi direttamente chi indirettamente, nella guerra del fronte.

Un secolo fa l’Italia viveva le sue contraddizioni, le stesse che l’attanagliano oggi; andare o non andare in guerra, schierarsi o rimanere neutrali, cercare aiuto a destra e a manca, vivere sconfitte e perdite epocali, ma nonostante tutto continuare a sparare, uccidere, sperare.

Il 1916 come il 1915, il 1917 e il 18 erano questi; ogni tanto, nelle nostre giornate sotto il solleone o nei nostri uffici a lavorare come se non ci fosse un domani, ricordiamoci di cosa succedeva un secolo fa, perché senza quei conflitti, quelle morti, quelle sconfitte diventate vittorie, probabilmente, oggi, non potremmo godere dei privilegi che abbiamo.

Image courtesy of René Querin by Flickr