300 Anni di Chianti Classico

300 Anni fa Cosimo III de’ Medici bandì un editto per la delimitazione di un territorio dedicato alla produzione vitinicola di alta qualità; il Chianti Classico.

Il bando s’intitolava “Sopra la Dichiarazione de’Confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Vald’Arno di Sopra”. La regione con maggior terreno dedicato alla coltivazione del vino, era ed è quella tra Firenze e Siena. Un territorio che per certi versi ha riscosso sempre un discreto successo tra le persone, in quanto in già nel 1800 era considerato un luogo di villeggiatura e riposo.

Per questa importante ricorrenza, le celebrazioni e gli eventi sono stati molteplici, a partire dalla Chianti Classico Stage nel Giro d’italia 2016 alla Chianti Classico Marathon fino all’Expo del Chianti Classico tenutosi, come ogni anno, a Greve in Chianti.

I vini a marchio Chianti Classico hanno un simbolo comune fra loro, riconoscibile; il Gallo Nero. Qual è la sua storia?

“La storiografia di questo simbolo comprende anche una singolare leggenda ambientata nel periodo medievale. La sua vicenda segnò in pratica la definizione dei confini politici dell’intero territorio chiantigiano, perché fu proprio il comportamento di un gallo nero a deciderne il destino.

La leggenda narra che nel periodo medievale, quando le Repubbliche di Firenze e Siena si combattevano aspramente per prevalere l’una sull’altra, il territorio del Chianti, proprio perché intermedio alle due città, fosse oggetto di dispute pressoché continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un bizzarro quanto singolare sistema. Si convenne di far partire dai rispettivi capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d’incontro. La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato il canto di un gallo. Decisione, quest’ultima, in linea con i costumi del tempo, quando ancora i ritmi quotidiani erano scanditi dai meccanismi naturali. Nei preparativi dell’evento doveva pertanto essere decisiva la scelta del gallo, più che quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per uno nero, che tennero chiuso in una piccola e buia stia pressoché digiuno per così tanti giorni da indurlo in un forte stato di esasperazione.

Il giorno fatidico della partenza, non appena fu tolto dalla stia, il gallo nero cominciò a cantare fortemente anche se l’alba era ancora lontana. Il suo canto consentì quindi al cavaliere di Firenze di partire Immediatamente e con grande vantaggio su quello senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell’antagonista, il cavaliere senese percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a Fonterutoli incontrò l’altro cavaliere.

Fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa.

Gallo Nero che, oltre a essere lo storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, è riprodotto fra l’altro dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, nel fiorentino Palazzo Vecchio”.

Così, se avete occasione di bere un buon Chianti Classico, sapete quale origine ha!

Per parte del testo si ringrazia www.chianticlassico.com