Filippo Tommaso Marinetti e il Futurismo

Ricordare Filippo Tommaso Marinetti è per me una gioia pazzesca, poiché ri-affiorano le immagini della gita a Milano del Febbraio 2009, quando, all’ultimo anno di Superiori, ci recammo nella città meneghina per osservare la mostra sul Futurismo.

Filippo Tommaso Marinetti del Futurismo ne fu l’inventore; nel 1909 fu pubblicato su “Le Figaro”, il primo manifesto del Futurismo appunto, che si configurava come un movimento rivoluzionario nel campo delle arti, apprezzando gli sviluppi della tecnologia industriale, delle tecniche pittoriche e anche di nuovi modi d’intendere l’alimentazione.

Filippo Tommaso Marinetti dette vita alle “Parole in Libertà”, nuova forma poetica che aboliva la punteggiatura e la sintassi, per creare dei nuovi testi “in libertà”, senza seguire regole precise.

Il Futurismo da prima Avanguardia del Novecento, si trasformò ben presto in Movimento politico prima, accorpandosi poi ai Fasci da combattimento di Benito Mussolini, fusione questa che ne decretò la fine, ma i cui valori fondanti saranno ben presenti nell’immaginario fascista dei primi Anni ‘30.

Filippo Tommaso Marinetti nasceva il 22 Dicembre 1876.

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