Le storie del Pesce d’Aprile

Intorno al Pesce d’Aprile così come a tanti altri fatti o eventi popolari, le storie non si contano; leggende, storie, filastrocche, canzonette, proverbi e chi ne ha più ne metta.

Il Pesce d’Aprile nel mondo attuale è sinonimo di scherzo o burla; molto spesso il web o le radio partoriscono dei veri e propri scherzi in cui cadono moltissime persone. Il Pesce d’Aprile però è anche storia, o meglio ha un origine temporale che risale a secoli fa.

La teoria più accreditata proviene dalla Francia del XVI secolo, quando il Capodanno si celebrava tra il 25 Marzo e il 1° Aprile. All’epoca era usanza scambiarsi pacchi di doni. Nel 1582 fu introdotto il Calendario Gregoriano, che spostava la data del Capodanno al 1° Gennaio, indi per cui sembra sia nato il Pesce d’Aprile, chiamato “poisson d’avril”, che consisteva nel continuare a scambiarsi pacchi di regali senza contenuto, vuoti.

Un’altra possibile storia risale alle prime pesche primaverili; si dice che nei primi giorni d’Aprile, i pescatori e i marinai che affrontassero il mare per pescare, tornassero a casa con le casse vuote subendo lo scherno e l’ilarità dei compaesani.

Il Pesce d’Aprile in ogni parte del mondo è interpretato a proprio modo; in Scozia, per esempio, si parla di Gowkie Day, giorno nel quale si attacca il celebre pesce o cuculo sulle spalle della persona vittima del gioco.

In Italia, a Napoli, il Pesce d’Aprile assume i contorni della seconda storia raccontata di sopra, con la particolarità che la Sirena Partenope avrebbe trasformato i marinai in pesci se si fossero avventurati per mare. Nella città campana tale storia si arricchisce di un dettaglio “dolce”; i marinai, infatti, il 1° Aprile ricevono un dolce di cioccolato a forma di pesce proprio per compensare gli scarsi risultati marittimi.

Una cosa è certa; come per tanti eventi/fatti, ognuno dà la sua interpretazione, anche se le origini di tali interpretazioni collimano tutte.

Image courtesy of Valentina F. on Flickr